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    May 19

    Maggio

    Oggi mi sento molto Voltaire (?) dunqueindipercuiquindi riassumerò il periodo attuale in 5 parole, l’ormai celebre SCALA RACCHETTIANA ideata dalla Quarta E:

    DubbiDisguidiTensionePanicoCrisi

     

    Ma analizziamoli singolarmente:

     

    Dubbi: il grado più basso. Innocuo – apparentemente - ma non è altro che il preludio alla tragedia. “Quanto comincerà ad interrogare?” “Quando finirà di spiegare?” “Farà la verifica scritta o l’interrogazione?” sono i quesiti che generalmente segnalano l’inizio di questa fase preliminare.

     

    Disguidi: secondo gradino. Il professore ha deciso come, quando, perché (ma forse un perché non esiste XD), su cosa valutare ed incomincia il momento dell’organizzazione. È  proprio qui che si creano i suddetti “disguidi”. L’aria comincia a farsi pesante e tutti tirano fuori il diario che, nel suo piccolo, non vede l’ora di vedere tante belle verifiche scritte sulle sue paginette.

    E adesso… chi esce per primo? Io! No io! XXX, esci tu? No, non posso ho già questa interrogazione! Ne mancano due alloraaa! peschiamo? No, deve ancora fissare l’altra verifica! A me mancano tutti gli appunti! Anche a me! Esco io! No io! Io non posso! Sì che puoi! No non è vero! Tocca a me!………………… Disguidi.

     

    Tensione: terzo gradino. Dopo i disguidi, la situazione sembra placarsi, ma non si tratta di altro che della calma prima della tempesta. Magicamente, pochi giorni prima della tanto temuta interrogazione, il professore di turno si sveglia ed esclama “Poffarbacco, non ho ancora spiegato tutto il programma per l’interrogazione! Quasi quasi posticipo di qualche giorno. La classe ammutolisce per qualche secondo… BISOGNA RICOMBINARE TUTTO. Spesso, quindi, dalla tensione si retrocede nuovamente ai disguidi, per poi passare direttamente alla quarta fase.

     

    Panico: la salita al quarto gradino è alquanto breve: basta che si ammucchino tre o quattro interrogazioni nell’arco di 2 giorni e vi si perviene. L’aria in classe è elettrica, la gente impazzisce, si fanno programmi, schemini, schemetti, schemoni, raccolte di appunti di massa, ripassini, studiatone dell’ultimo minuto.

     

    CRISI: lo stadio finale, il più temuto e temibile, corrispondente al dodicesimo grado della Scala Mercalli e al più alto della Richter. La salute psicologica diventa estremamente fragile, improvvisi scatti d’ira sono alle porte e le condizioni fisiche al limite del collasso. Individui che dormono 3 ore a notte, altri che si sognano nuove formule mentre il suono della sveglia è alla stregua di un trapano nelle orecchie. Nei soggetti più esagitati, si possono riscontrare episodi di ribellione al sistema: vedi non studiare più quando lo si dovrebbe fare, dedicarsi all’ultimo sport olimpico (il lancio del libro) oppure ridere in faccia all’ennesimo professore che vuole fissare una verifica.

     

    Orazio diceva “Carpe diem”, sì, carpìscilo tu il diem, quando invece noi non si deve far altro che pensare al domani e studiare per le prossime 2 settimane! Se vivessi intensamente il presente non mi preoccuperei oggi della morale di Hume, né del moto circolare dei corpi.

     

     

    Conclusione: il Liceo Racchetti può nuocere gravemente alla salute, leggere attentamente il foglietto illustrativo, non somministrare al di sotto dei 12 anni.